paesaggio della puglia       Natura in Puglia         di Maurizio Trolli
    orchidee    fiori    uccelli     animali    e-mails    corso di fotografia      home
 

gite scolastiche

prenotazioni

trekking

e-books

links

corso di fotografia "wildlife images"

gallery

about me

 

Macchia mediterranea  

Ma ciò che differenzia effettivamente la macchia è la sua composizione floristica.

Essa ha una grandissima variabilità da luogo a luogo, a seconda dei numerosi fattori ecologici e dell’immancabile intervento antropico. Spesso non si tratta di tipi stabili, ma piuttosto di stadi di degradazione, o di rigenerazione, in relazione ai mutamenti indotti nell’ambiente.

Ove la macchia tende alla gariga, formazione vegetale basso arbustiva e con copertura discontinua, abbiamo invece una vegetazione con abbondanza di lavanda selvatica e cisti (formazioni dei Cisto-Lavanduletea), su substrati acidi e macchie, con erica multiflora e rosmarino ( Rosmarino-Ericion, Rosmarinetalia), su substrati calcarei e marnosi.

Nel Salento, nei pochi tratti di vegetazione spontanea, abbiamo una macchia litoranea primaria a ginepri sulla parte alta del sistema dunale, con andamento parallelo alla costa, con ginepro rosso, ginepro fenicio, pino d’Aleppo, tè siciliano, lentisco e mirto. Spesso questa macchia è degradata ad una gariga a timo arbustivo e spinaporci con cisto femmina, oppure sostituita da una macchia secondaria alta o bassa a mirto e ginestra spinosa. Più internamente vi sono forteti di leccio con fillirea, pungitopo, ciclamino e caprifoglio.
Le situazioni più degradate delle coste calcaree pugliesi, con rosmarino e cisto di Creta ( Cisto eriocephali-Rosmarinetum officinalis), si collegano dinamicamente con la macchia a erica multiflora e fillirea a foglie strette ( Phillyreo angustifoliae- Ericetum multiflorae). Molto diffusa lungo il litorale del Promontorio del Gargano sulle falesie calcaree è una macchia bassa, ad oleastro e lentisco ( Oleo-Lentiscetum var. adriaticum) con ginepro fenicio, tè siciliano, pino d’Aleppo, mirto, lillatro, robbia e asparago, modellata dall’azione del vento.

Il Gargano ospita anche una macchia ad euforbia arborea e oleastro ( Oleo-Euphorbietum dendroidis), con euforbia arborea, tè siciliano, lentisco, alaterno, robbia e naturalmente oleastro, localizzata in ambienti a microclima particolarmente caldo. Sulle dune sabbiose vi sono ginepreti ( Juniperetum macrocarpae-phoeniceae) in cui, sul versante a mare, esposto all’azione dei venti salsi, prevale il ginepro coccolone, mentre su quello opposto abbonda il ginepro fenicio. La formazione più diffusa a quote maggiori è una boscaglia di leccio e orniello ( Fraxino orni-Quercetum ilicis) con lentisco, lillatro, robbia, asparago e tamaro, mentre nei versanti più freschi la macchia è costituita da leccio, carpino nero, orniello, pungitopo, robbia, asparago e ciclamini ( Ostryo-Quercetum ilicis).

Nell’arcipelago delle Isole Tremiti, di natura calcarea, si riscontrano le stesse caratteristiche geologiche e vegetazionali del promontorio del Gargano. L’isola più estesa, quella di San Domino, presenta una bella pineta di pino d’Aleppo con una macchia di oleastro, mirto, rosmarino e cisto, quella di San Nicola solo una macchia bassa di lentisco, euforbia arborea, rosmarino e cisto.

 

 

wpe7.jpg (5184 byte)

 

 

.