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Natura 2000

Il concetto di biodiversità e le problematiche relative alla progressiva perdita di diversità biologica sono state affrontate a più ripreseconvenzioni internazionali.
Con la sottoscrizione della Convenzione di Rio sulla Biodiversità, tutti gli stati Membri della Comunità Europea hanno riconosciuto la conservazione in situ degli ecosistemi e degli habitat naturali come priorità da perseguire.

L'obiettivo è quello di "anticipare, prevenire e attaccare alla fonte le cause di significativa riduzione o perdita della diversità biologica in considerazione del suo valore intrinseco e dei suoi valori ecologici, genetici, sociali, economici, scientifici, educativi, culturali, ricreativi ed estetici"

Le due direttive comunitarie "Habitat" e "Uccelli" rappresentano i principali strumenti innovatori della legislazione in materia di conservazione della natura e della biodiversità.

Entrambe utilizzano un approccio ad ampia scala geografico: la tutela di tutta la diversità biologica, nelle sue componenti: genetica, di ecosistemi e di specie.

Per questi motivi l'Unione Europea, nell' art. 3 della Direttiva "Habitat", afferma la necessità di costituire una rete ecologica europea denominata Natura 2000.

Grazie alle conoscenze acquisite nel campo dell'ecologia e della biologia della conservazione si è potuto operare in un'ottica di rete di aree che rappresentino, con popolazioni vitali e superfici adeguate, tutte le specie e gli habitat tipici dell'Europa.

Una rete ecologica è anche finalizzata ad assicurare la continuità degli spostamenti migratori, dei flussi genetici delle varie specie e la vitalità a lungo termine degli habitat naturali.

Con Natura 2000 si costruisce un sistema di aree strettamente relazionato dal punto di vista funzionale.

Rete Natura 2000 attribuisce importanza alle aree ad alta naturalità ed anche ai territori ad esse contigui, indispensabili per mettere in relazione aree divenute distanti spazialmente ma vicine per funzionalità ecologica.

L'individuazione dei siti da proporre è stata realizzata in Italia dalle singole Regioni e Province autonome.

Referenti scientifici di supporto alle Amministrazioni regionali, coordinate dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, sono l'Unione Zoologica Italiana, la Società Botanica Italiana, la Società Italiana di Ecologia.

Le attività svolte sono finalizzate al miglioramento delle conoscenze naturalistiche sul territorio nazionale, alla realizzazione delle check-list delle specie (flora e fauna), alla realizzazione di banche dati sulla distribuzione delle specie, all'avvio di progetti di monitoraggio sul patrimonio naturalistico, alla realizzazione di pubblicazioni e contributi scientifici e divulgativi

Per le aree inserite nella rete Natura 2000 devono essere previste adeguate misure di conservazione che implicano all’occorrenza, appropriati piani di gestione specifici o integrati ad altri piani di sviluppo e le opportune misure regolamentari, amministrative o contrattuali che siano conformi alle esigenze ecologiche dei tipi di habitat naturali di cui all’allegato I e delle specie di cui all’allegato II presenti nei siti”.

Per “misure di conservazione” si deve intendere “quel complesso di misure necessarie per mantenere o ripristinare gli habitat naturali e le popolazioni di specie di fauna e flora selvatiche in uno stato di conservazione soddisfacente”.

Lo stato di conservazione è soddisfacente quando:
habitat naturale

  1. la sua area di ripartizione naturale e le superfici che comprende sono stabili o in estensione;

  2. la struttura e le funzioni specifiche necessarie al suo mantenimento a lungo termine esistono e possono continuare ad esistere in un futuro prevedibile;

  3. lo stato di conservazione delle specie tipiche è soddisfacente.

specie

  1. i dati relativi all’andamento delle popolazioni della specie in causa indicano che tale specie continua e può continuare a lungo termine ad essere un elemento vitale degli habitat naturali cui appartiene;

  2. l’area di ripartizione naturale di tale specie non è in declino né rischia il declino in un futuro prevedibile;

  3. esiste e continuerà probabilmente ad esistere un habitat sufficiente

La direttiva, inoltre, riferisce le misure di conservazione “alle esigenze ecologiche dei tipi di habitat naturali di cui all’allegato I e delle specie di cui all’allegato II presenti nei siti”.


Le conoscenze relative alle “esigenze ecologiche” sono essenziali per l’elaborazione di misure di conservazione adattate caso per caso.

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