Proseguendo lungo la S.S. 159
si percorrono ancora alcuni chilometri di strada stretta ma scorrevole
e si incontra l’abitato di Zapponeta, superato il quale sulla
destra si imbocca la s.s. Xyy in direzione di Cerignola.
Solo pochi metri e si incontra
la riserva di caccia di San Floriano.
Durante il periodo autunnale e
per tutto l’inverno ospita numerosissime folaghe, svassi maggiori
e minori ed alcune coppie di falchi di palude.
Qui ho osservato alcuni cigni
selvatici e due aquile imperiali. Lungo gli argini argillosi domina
il canneto e si possono avvistare aironi rossi, cenerini, bianchi
e garzette ed occasionalmente spatole e mignattai.
Durante il periodo primaverile
anche i cavalieri d’Italia, solitamente ospiti delle vicine Saline
di Margherita di Savoia, fanno capolino tra le basse acque dei
canali che si trovano lungo il margine della strada.
Lungo gli stretti argini, che
si addentrano all’interno della riserva di caccia, durante il
periodo estivo non è difficile incontrare alcuni rettili come
il biacco, la biscia dal collare o il ramarro.
La riserva non permette escursioni
e trekking al suo interno, ma offre alcuni chilometri di perfetta
visuale dagli argini perimetrali sulle acque interne. E’ una meta
perfetta per praticare birdwatching direttamente dall’auto o nelle
sue vicinanze.
L’ambiente palustre offre solo
un rado salicornieto disposto lungo gli
argini ed un fitto fragmiteto nelle zone dove l’acqua è più bassa.
E’ consigliabile visitare la riserva
di San Floriano soprattutto nel periodo autunnale ed invernale
allorquando le vasche sono colme d’acqua, anche se è possibile
incontrare gruppi di cacciatori, soprattutto nelle primissime
ore del giorno.
Naturalmente non si può pensare
di visitare la riserva di San Floriano e non fare una capatina
nella riserva naturale della Saline di Margherita di Savoia distante
solo qualche centinaio di metri.