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SIC:
Foresta
Umbra Superficie (ha) 20656,009
Tipo Sito I
Provincia FG
Codice Natura 2000 IT9110004
Regione biogeografica Mediterranea
Da
sempre ponte tra l'est e l'ovest, il gargano è ricchissimo
di natura e storia.
La
grotta di Paglicci, le necropoli di Monte Saraceno e di Vieste,
le numerose grotte dedicate al culto dell'Arcangelo Michele, le
abbazie di Pulsano, Montesacro e di S.Giovanni in Lamis, testimoniano
l'importanza della presenza dell'uomo nel Gargano, la Foresta
Umbra, con i suoi 4000 ettari di superfice, sottolinea il valore
di questa montagna, con un contributo di natura, per alcuni versi
incontaminata, di altissimo valore naturalistico e biogenetico.
Proprio
la particolare posizione geografica del Gargano, proteso nel Mare
Adriatico e, nel contempo, non molto lontano dalle coste dalmate,
le caratteristiche climatiche, ne hanno favorito l'isolamento
geografico e, con il tempo, lo svilupparsi di numerosi endemismi
e di un meraviglioso patrimonio biogenetico, unico a queste latitudini.
Endemismi
e gigantismi sono solo il biglietto da visita di questa foresta
costituita alle quote più basse, da ricche pinete di pino
d'aleppo, pino marittimo e leccio, mentre alle quota superiori
da roverella, orniello, carpino nero e bianco, tasso, acero ed
agrifoglio.
La
foresta vera e propria è, però, dominata dalle maestose
faggete di Umbra, Spigno e Ischitella.
Umbra è il cuore pulsante della foresta.
Raggiungibile
facilmente da Monte S.Angelo (versante sud del gargano), e da
Vico del gargano (versante nord), Umbra è il centro turistico
che accoglie durante la stagione estiva migliaia di visitatori
ogni giorno.
Esemplari
di daini (Dama dama) e mufloni, vivono in cattività in
ampi spazi didattici recintati, un centro visite funge da punto
informativo e museo.
Numerose
aree per picnic sorgono dappertutto.
Il
Cutino d'Otri funge da laghetto d'abbeverata per numerosi ucceli
e mammiferi, ed è utilizzato da numerosi anfibi per la
riproduzione.
La Foresta Umbra è meta
dei veri appassionati della natura che si avvicinano ai suoi
diversi ambienti con rispetto. A tale scopo l'Amministrazione
per le Foreste Demaniali del Gargano ha approntato una serie
di strutture per rendere più agevole la visita del complesso
forestale. Infatti sono state attrezzate aree di sosta e per
il picnic, un Centro Visitatori dove sono esposti un plastico
del promontorio nella scala 1:25.000, vari pannelli esplicativi
sugli aspetti geologici, paleontologici e floro-faunistici garganici,
una mappa con i sentieri interforestali guidati, e all'aperto,
una minuziosa ricostruzione di una capanna con gli attrezzi
dei tagliaboschi e una carbonaia a grandezza naturale. Tale
complesso si estende per più di 10.000 ettari, da 272
a 827 metri sul livello del mare.
La Foresta, il Nemus Garganicum citato spesso da Silio Italico,
Ovidio, Strabone, Virgilio, Orazio, Lucano, è il più
importante residuo delle primitiva selva millenaria e deve il
suo nome di Umbra al fatto che i raggi del sole difficilmente
riescono a penetrarvi.
Flora
Predomina la cerreta ai livelli altitudinali minori. Qui il
Cerro (Quercus cerris) si consorzia con la Roverella (Quercus
pubescens), il Leccio (Quercus ilex), l'Acero campestre (Acer
campestre) e l'Orniello (Fraxinus ornus). Più in alto
si estendono folte faggete, allo stato puro o misto con altre
latifoglie, quali il Carpino bianco (Carpinus betulus), il Carpino
nero (Ostrya carpinifolia), l'Acero opalo (Acer opalus), l'Acero
montano (Acer pseudoplatanus): Nelle valli più fresche
allignano il Farnetto (Quercus farnetto), l'Olmo montano (Ulmus
montana), l'Olmo campestre (Ulmus campestris) e il Tiglio (Tilla
cordata).
Sul versante sud-orientale, nella faggeta vegetante sui calcari
a scogliera del Cretacico inferiore, si osservano annosi Tassi
(Taxus baccata), la cui popolazione è la più importante
d'Italia. Sul tratto Foresta Umbra-Monte S. Angelo vi sono diversi
esemplari, di cui uno ha circa mille anni. Varie conifere, tutte
non garganiche, caratterizzano i rimboschimenti delle aree antropiche
e delle aree di preparazione dei suoli per accogliere la vegetazione
indigena spontanea.
Fauna
Ad una flora ricca non può che corrispondere una fauna
ricca. Il Capriolo (Capreolus italicus), sottospecie appenninica,
il Picchio dalmatino (Dendrocopos leucotos lilfordi), il Gatto
selvatico (Felis silvestris), il Biancone (Circaetus gallicus)
e il Gufo reale (Bubo bubo) sono solo alcuni esempi della fauna
di questa foresta, la cui sopravvivenza dipende soprattutto
dall'uomo e dal suo modo di accostarsi alla natura.
Sentieri Pedonali
All'interno della Foresta sono stati realizzati numerosi sentieri
e stradelli di servizio, originariamente per la tutela e la
coltura del suolo, attualmente utilizzati per scopi turistico-ricreativi.
Questa viabilità permette la conoscenza degli aspetti
più interessanti dell'ambiente sotto il profilo vegetazionale,
faunistico, pedologico e paesaggistico. Percorrendo alcuni sentieri
è possibile incontrare i più importanti e tipici
animali che popolano la foresta, specialmente nei pressi delle
raccolte d'acqua.
I sentieri con andamento Sud-Nord, permettono la conoscenza
della vegetazione nei suoi aspetti che variano con l'altitudine.
Agli ingressi dei sentieri, agli incroci e nei pressi delle
"grave" (doline) sono state collocate tabelle indicatrici
su cui sono riportati la toponomastica, la lunghezza in metri,
il tempo medio di percorrenza e le caratteristiche principali
delle grave: profondità, sviluppo e quota.
I più importanti sono:
Falascione - Scaranappe (lunghezza m. 1.500, pendenza 4-6%)
Murgia della Annusola - Laghetto Umbra (m. 2.500, pianeggiante)
Falascone - Laghetto Umbra (m. 1.200, pianeggiante)
Murgia dell'Annusola - Cutino Lungo - Lago d'Otri (m. 3.200,
pianeggiante)
Lago d'Otri - Valle del Catatosto - Dispensa (m. 3.000, pendenza
8%)
Regresso - Parcella sperimentale - Valle del Tesoro (m. 2.000,
pendenza 8%)
Baracconi - Neverelle - Monti Mauri - Caritate (m. 6.800, pendenza
8%)
Sfilzi - Valle della Carpinosa - Caritate (m. 8.000, pendenza
6%)
Torre Palermo - Ginestra Superiore (m. 14.000, pendenza 8%)
Sfilzi - Casalini (m. 1.600, pendenza 3%)
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IBA:promontorio
del Gargano:
A1, B2, B3, C1, C2, C6
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