Lungo
165 km, il fiume Ofanto ha origine dalle falde collinari di
Nusco, in Irpinia, a 715 m di quota e scorre in direzione
Ovest-Est per circa 35 km, per poi compiere una larga ansa
di oltre 15 Km. verso Nord, ed attraversare per 20 Km. circa,
i territori regionali di Puglia e Basilicata, segnandone anche
il confine amministrativo; i rimanenti 85 Km. del tracciato,
molto sinuoso ed in lieve pendenza, si sviluppano nel territorio
della regione Puglia dove sfocia nel Mare Adriatico poco a
nord di Barletta (BA).
Il
corso principale del fiume scorre per la parte iniziale del
suo percorso, essenzialmente in terreni costituiti da marne,
argille, sabbie argillose arenarie, mentre la parte mediana
e terminale è costituita da depositi alluvionali prevalentemente
ciottolosi.
A
ridosso dell’altopiano murgiano la valle dell’Ofanto
si salda alla pianura che, in massima parte, corrisponde all’estremo
SE del Tavoliere, e parte del settore più settentrionale
del litorale barese.
Le
peculiarità fisico-ambientali della pianura hanno stimolato
sino ai nostri giorni un’azione umana, soprattutto a
vocazione agricola, molto vivace.
La
copertura vegetale naturale è stata, così, quasi
interamente sostituita dalle colture estensive, soprattutto
cerealicoltura, e da colture intensive, soprattutto arboree
e vigneti a tendone che nel tempo si sono spinti sino agli
argini del fiume compromettendo le aree golenari.
Grandi
opere idrauliche, soprattutto invasi artificiali dovuti agli
sbarramenti del corso dell’Ofanto e dei suoi principali
affluenti: Campanelli,
Capacciotti,
Lampeggiano,
Locone,
Rendina,
Saetta, San Guglielmo e Santa Venere, hanno stravolto l’originario
assetto territoriale e delle portate del fiume a discapito
dei flussi idrici.
In
Puglia, inoltre, forti processi compromissori dei delicati
equilibri ambientali influiscono negativamente anche sul sistema
litorale (arretramento costiero causato dallo scarso apporto
solido fluviale).